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CRITERI DI RESTAURO SCIENTIFICO

Elementi di discussione sui criteri di restauro degli antichi strumenti scientifici (in seguito A.S.S)


E’ stato scritto sulle mura di Costantinopoli dopo un restauro lunghissimo, studiatissimo ed anche molto criticato, eseguito negli anni 1970-1990.
“Il restauro come fedele recupero del passato è una civile alternativa ad ogni forma di falsificazione, invenzione e manomissione. Ed ‘è un problema di tutta la comunità degli studiosi, delle vecchie e delle nuove generazioni.”

Premessa:
Prima di iniziare qualsiasi tipo di restauro su un A.S.S, occorre che il proprietario del Bene presenti alla competente, per materia e territorio, Soprintendenza dei Beni Storici, Artistici e Demoantropologici un progetto dettagliato di restauro corredato di tutta la documentazione storica disponibile: costruttore, anno di costruzione, luogo di costruzione ed il nome dell’Ente scelto per eseguire l’opera. (Ai sensi dell’articolo 21 del D.L. del 4 gennaio 2004 N° 42).
Quindi prima di iniziare qualsiasi operazione, occorre attendere che venga rilasciata l’autorizzazione.
Il trasporto dalla sede naturale al laboratorio di restauro deve essere effettuato con mezzi idonei, climatizzati e dotati di sospensioni speciali.
Il personale incaricato per tale trasporto deve essere adeguatamente addestrato e competente in materia di trasporti speciali.
Il laboratorio di restauro degli A.S.S. deve rispondere a tutte le nuove norme di igiene e sicurezza in materia dei luoghi di lavoro, dotato di impianti a norma, di cappe aspiranti, climatizzato, illuminato con luce artificiale controllata, evitando esposizione di raggi solari prolungati, sicuro, con porte e finestre blindate e allarmate e di un servizio di vigilanza continua nell’arco delle 24h.
Gli A.S.S giunti in laboratorio debbono essere ordinatamente riposti in contenitori (armadi) a tenuta di polvere in attesa che siano effettuate le procedure preliminari al restauro.
Terminato il lavoro, eseguite le riprese fotografiche finali e redatta la scheda di restauro, l’A.S.S. va nuovamente riposto, con molta cura, nel suo imballaggio, in attesa di essere trasportato e riconsegnato all’Ente proprietario.

 

1) Le caratteristiche del restauratore

Il campo della strumentazione scientifica è molto ampio, esso comprende tutte le discipline scientifiche e tecnologiche. Quindi il restauratore di A.S.S deve possedere una buona cognizione, sui principi di funzionamento, di tutta la strumentazione che veniva usata dai nostri predecessori, in epoche anche molto lontane. Le tipologie degli A.S.S spaziano dall'astronomia all’idraulica, l'acustica, l'elettricità, la geodesia, la geologia, la meccanica, il magnetismo, la medicina, la meteorologia, la mineralogia, la nautica, l'orologeria, l'ottica, la sismologia, la termica, ecc…
Il buon restauratore di A.S.S. possiede fondamentalmente un particolare interesse per la storia della scienza e la tecnologia ma anche molta: passione, curiosità, dedizione, pazienza, impegno, disponibilità per un aggiornamento permanente e tanta memoria.
Quando si intraprende un lavoro di restauro, in particolare se riguarda uno A.S.S., è necessario conoscere:


a - contesto storico e culturale dell'epoca in cui lo strumento è stato costruito;
b - metodi di progettazione, tecniche e tipologie di costruzione;
c - processi;
d - materie prime, attrezzature e materiali di supporto;
e - funzioni e funzionalità dello strumento e delle sue singole parti;
f - condizioni di utilizzo nel passato;
g - eventuali modifiche, integrazioni, danni subiti nel corso degli anni.


Questo patrimonio di conoscenze è frutto di studio, di ricerca presso gli archivi e di internet per reperire le notizie dell’oggetto, individuare il suo costruttore, luogo e anno di costruzione. E’ indispensabile comprendere la necessità di visitare musei, partecipare a convegni di studio, confrontarsi con altre esperienze analoghe eseguite sia in Italia oppure all’estero. Il restauratore deve disporre di una adeguata biblioteca e conoscere i siti dove esistono fondi bibliografici specializzati. Alla indispensabile preparazione tecnica e culturale non può non accompagnarsi una profonda etica professionale. Riportare a vivere uno A.S.S. comporta recuperare la sua autenticità, senza alcuna alterazione, senza alcun intervento fine a se stesso, senza alcuna modifica non dichiarata e giustificata.
Anche per questi motivi l'A.R.A.S.S.-Brera non assume incarichi di restauro da parte di committenti privati.

 

2) Il lavoro di preparazione e l'attività di studio

Per eseguire un restauro che risponda ai criteri scientifici è indispensabile seguire, secondo la nostra esperienza, il seguente piano di lavoro:
Preliminare a qualsiasi operazione o progetto di restauro è lo studio dello strumento, la ricerca di tutte le notizie storiche riportate sullo stesso, in particolare qualora non si conosca l'origine, il costruttore o la data di costruzione. In questi casi la ricerca d'archivio e bibliografica di tipologie strumentali analoghe, di metodi costruttivi e funzionali dell'epoca diviene fondamentale. Altrettanto importanti sono gli scambi culturali con gli studiosi del settore.
In seguito l’A.S.S. deve essere accuratamente ripulito di tutti gli accumuli di materiali polverulenti, di incrostazioni, di ruggini, ecc…ed attentamente esaminato in ogni sua parte, fotografato e quindi smontato. Queste operazioni richiedono una notevole esperienza e professionalità, in particolare per la scelta degli utensili più appropriati al fine di non arrecare nuovi danni. Ogni singolo pezzo deve poi essere identificato e codificato con il proprio cartellino. Si procede quindi alla verifica di tutti i movimenti meccanici per constatare l’entità dell’usura al fine di decidere se il restauro debba essere funzionale o conservativo.

 

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