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Pendoli per la dimostrazione dell'isocronismo delle oscillazioni
Questo strumento serve per dimostrare la prima legge del pendolo:
“La durata delle piccole oscillazioni di un pendolo è indipendente dall’ampiezza, ossia le piccole oscillazioni del pendolo sono isocrone”.
Si considerano pertanto due pendoli esattamente uguali A e B, assicurandoci che la condizione di uguaglianza sia soddisfatta non già dall’esame delle dimensioni apparenti dei due pendoli che potrebbe trarre in inganno, ma dallo studio delle loro oscillazioni. Disporremo per questo i due pendoli vicini fra loro e faremo in modo che le oscillazioni si compiano su piani paralleli: lasciando poi liberi i due pendoli nello stesso istante e con lo stesso spostamento iniziale dalla rispettiva posizione di riposo, potremo valutare la loro perfetta uguaglianza dall’identità delle rispettive oscillazioni.
Dopo ciò ripeteremo l’esperienza facendo però oscillare i due pendoli con diversa ampiezza di oscillazione, avendo cura che le ampiezze siano relativamente piccole (gli archi descritti dalle due sfere non devono superare i 2 o 3 gradi). L’esperienza dimostrerà che se i due pendoli partono contemporaneamente, raggiungono contemporaneamente le posizioni estreme delle successive oscillazioni e passano nello stesso istante per la posizione di riposo.