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Telescopio Gregoriano
Questo telescopio a riflessione prende il nome dal suo ideatore, l'inglese James Gregory (1638-1675), che lo descrisse negli Optica Promota (Londra, 1663), Il suo progetto è antecedente al primo telescopio newtoniano, costruito da Isaac Newton nel 1669. La costruzione del primo esemplare fu affidata a Robert Hooke che lo realizzò nel 1673. Progetti similari si trovano negli scritti di Bonaventura Cavalieri (Lo specchio ustorio, 1632) e di Marin Mersenne (Harmonie universalle, 1636).
E’ costituito da uno specchio primario parabolico, con funzione di obiettivo, e da un secondario concavo ellissoidale situato sull'asse ottico oltre il fuoco del primario (per l'esattezza ad una distanza di poco superiore alla somma delle distanze focali dei due specchi). Nel telescopio gregoriano, al pari del telescopio Cassegrain, l'immagine si forma dietro lo specchio parabolico, opportunamente forato, e l'oculare si trova perciò sulla culatta dello strumento ciò permette all'osservatore di posizionarsi sul retro dello strumento, direttamente dietro allo specchio principale.. Lo strumento ha la particolarità di fornire un'immagine diritta e può quindi essere utilizzato anche per osservazioni terrestri senza l'ausilio di un erettore. Per tale motivo questa combinazione, oggi del tutto abbandonata, conobbe attorno alla metà del XVIII secolo, prima dell'introduzione dei cannocchiali acromatici, un periodo di grande diffusione. Celebri, ad esempio, i gregoriani opera dell'ottico inglese James Short (1710-1768) che ne costruì svariate centinaia tra cui un esemplare, per l'epoca enorme, di 18 pollici di apertura e 12 piedi di focale.
Oggigiorno questa configurazione è ancora usata, oltre che per telescopi amatoriali, da diversi telescopi e radiotelescopi di grandi dimensioni.