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Ricevitore a cristallo
Il funzionamento di questo ricevitore si basa sulle proprietà dei cristalli di galena, blenda, pirite, ecc. Essi, inseriti in un circuito oscillante lasciano passare le correnti soltanto in un senso, impedendo quasi completamente il passaggio in senso opposto.
Quando un treno d’onde è captato dall’antenna A, il circuito oscillante LC1, sintonizzato con la trasmittente per mezzo del condensatore variabile C1, da luogo, in virtù del cristallo R, ad una corrente unidirezionale capace perciò di eccitare la lamina del telefono T. In ogni secondo la lamina del ricevitore T riceve tanti impulsi quanti sono i treni d’onda emessi dalla trasmittente. Tale successione di impulsi a frequenza acustica produce un suono più o meno prolungato a seconda della durata del treno d’onde ricevuto. L’energia della corrente che eccita il telefono T è uguale a quella captata dall’antenna e perciò questo ricevitore funziona solo per distanze relativamente piccole dal posto di emissione.
Dal 1913 questi apparecchi di ricezione cominciarono ad essere sostituiti con apparecchi a valvole termoioniche che, sfruttando la proprietà dei triodi di rivelare le onde in arrivo e di amplificarle, permettevano la ricezione di segnali estremamente deboli.