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Macchina di Van de Graaff bipolare
M è una dinamo capace di fornire grande quantità di elettricità a potenziale elevato. Il suo polo positivo è in comunicazione col conduttore AB, il quale ai suoi estremi termina con un pettine ed una sfera. Il conduttore DTC termina in D con una sfera ed in C con un pettine, il punto T è in comunicazione con il suolo.
Due cinghie S ed S’ costituite da nastri di seta (mosse da un sistema di pulegge) passano con elevata velocità attraverso gli intervalli AD e BC e penetrano nelle due grandi sfere cave di alluminio P e Q. L’elettricità positiva in A e B richiama per induzione l’elettricità negativa su C e D, mentre l’indotta positiva va al suolo. Dalle punte del pettine A fluisce sulla faccia interna della cinghia S l’elettricità positiva e dalle punte C fluisce sulla faccia interna della cinghia S’ l’elettricità negativa. Le due specie di elettricità vengono portate nelle sfere,dando luogo sui pettini P e P’ a cariche elettriche indotte eteronime(che neutralizzano quelle sulle cinghie di seta) e sulle sfere P e Q a cariche omonime.
Sulla superficie esterna delle sfere si ha così un continuo accumulo di cariche ed un continuo aumento della differenza di potenziale. La tensione massima raggiungibile cresce col grado di isolamento delle sfere e coi loro raggi di curvatura.
Nel generatore elettrostatico impiantato nel 1940 da Van de Graaff a Round Hill nel Massachussets, le sfere hanno un diametro di 5 m e possono raggiungere tensioni di circa 10 milioni di volt.