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Camera a nebbia di Wilson
Detta anche camera ad espansione fu ideata dallo scienziato inglese C.T.R.Wilson nel 1912 presso i laboratori di Cambridge.
Il principio di funzionamento è il seguente: supponiamo che in un ambiente chiuso vi sia del vapore acqueo saturo, in queste condizioni basta un leggero abbassamento di temperatura per provocare la condensazione del vapore, cioè la formazione della nebbia. Se però nell’ambiente manca il pulviscolo atmosferico si può produrre una sensibile diminuzione di temperatura senza provocare la condensazione del vapore ( che si trova nello stato di soprasaturazione).
La camera di Wilson è costituita da un cilindro di metallo nel quale può scorrere un pistone P comandato da un congegno non rappresentato in figura. Nello spazio compreso fra il pistone e la base superiore B del cilindro si trova dell’aria purissima, contenete del vapore acqueo saturo. Supponiamo ora che dei corpuscoli atomici arrivino nella camera attraverso la finestra di mica M e immediatamente dopo il pistone venga tirato bruscamente in giù. Evidentemente l’aria contenuta nella camera si raffredda ed il vapore acqueo si condensa sotto forma di sottili fili di nebbia lungo il cammino dei corpuscoli. Se una sorgente S illumina intensamente l’interno della camera, le sottili strisce di nebbia risaltano chiaramente contro la superficie annerita del pistone e possono essere osservate a occhio nudo o fotografate da una macchina fotografica F comandata automaticamente da P.