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Pozzo di Faraday o pozzo di Beccaria
E’ costituito da un cilindro o da una sfera cava isolati dal suolo.

Esperienza n°1 (induzione elettrica)
Si mette in comunicazione la parete esterna del pozzo con un elettroscopio e all’interno del pozzo si introduce una sferetta carica senza fargli toccare le pareti del pozzo. Sulla parete interna si creerà, per induzione, una carica di segno opposto a quella della sferetta e sulla parete esterna una carica dello stesso segno, rivelata dall’elettroscopio.
Cambiando posizione alla sferetta all’interno del pozzo (avendo cura di non fargli mai toccare la parete) la divergenza delle foglie dell’elettroscopio non cambia.
Estraendo la sferetta dal pozzo, le foglioline si richiudono perché le cariche di segno opposto esistenti sulle pareti si ricombinano. Le cariche indotte sono uguali in valore assoluto, ma di segno contrario.

Esperienza n°2 (distribuzione delle cariche elettriche sui conduttori)
Si utilizza lo stesso banco dell’esperienza n°1, con l’aggiunta di un elettroscopio collegato alla parete interna. S’introduce una sferetta carica, si nota la divergenza delle foglioline dell’elettroscopio, quindi si pone la sferetta a contatto con la parete interna del pozzo. Si può notare che nulla cambia nella divergenza dell’elettroscopio collegato all’esterno, mentre nel contatto di S con la parete interna del pozzo le due cariche opposte si sono neutralizzate, come dimostrato dall’elettroscopio collegato all’interno. E’ come se la carica di S, nel contatto con la parete fosse passata alla superficie esterna del pozzo. Si può quindi affermare che se s’introduce una carica all’interno di un conduttore tale carica, in valore e segno, si porta alla superficie del conduttore.