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Diodo
Una importantissima applicazione dell’effetto termoionico si ebbe nel 1906 ad opera dell’inglese Fleming con l’invenzione del diodo.
Esso è costituito da un filamento f ed una placca P contenuti in un’ampolla di vetro nella quale si è praticato un vuoto molto spinto.
Nel circuito del filamento sono inseriti la batteria Bf (2-4 volt) ed un reostato R che serve a regolare la corrente di accensione.
Nel circuito di placca sono inseriti la batteria anodica Ba (150-200 volt) e un milliamperometro per la misura della corrente di placca.
Supponiamo che la temperatura del filamento sia T1, facciamo aumentare la tensione di placca VA: in concomitanza si osserva un aumento di IA (tratto OA) poiché gli elettroni emessi dal filamento vengono attratti dalla placca in misura crescente all’aumentare di VA. Quando la corrente anodica ha raggiunto un certo valore IS, Caratteristica del diodo
pur continuando ad aumentare VA, IA si mantiene costante; ciò significa che tutti gli elettroni emessi dal filamento sono convogliati sulla placca: si è raggiunta la saturazione. La curva di cui sopra si dice caratteristica di placca alla temperatura T1 del diodo.