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Bilancia analitica
La bilancia è uno strumento che serve a misurare la massa di un corpo e quindi, supponendo costante l’accelerazione di gravità, anche il suo peso. La misura viene effettuata per confronto tra il peso del corpo in esame ed il peso Pc del campione.
La bilancia analitica è costituita da un’asta rigida a bracci uguali detta giogo (1) che ruota attorno ad un asse detto fulcro, costituito dallo spigolo di un prisma di acciaio, detto coltello, appoggiato sulla sommità di una colonna (2). Ai suoi estremi il giogo porta altri due coltelli ai quali, mediante apposite staffe, sono appesi due piattelli per l’appoggio dei pesi in esame (3). Gli spigoli dei tre coltelli sono tra loro paralleli e poggiano su piani molto duri che di solito sono di agata. Al giogo è solidale un lungo indice (4) che può oscillare davanti ad una piccola scala graduata posta sulla base della colonna (5). Il baricentro del giogo si trova sotto e vicino al coltello dello spigolo centrale, cosicché a piatti scarichi la bilancia è in equilibrio stabile. Il baricentro del giogo può essere però avvicinato o allontanato dal coltello mediante la vite (6): in tal modo si può cambiare la sensibilità della bilancia che è tanto maggiore quanto minore è questa distanza. Quando la bilancia non si usa e quando si mettono o si tolgono i pesi si attiva un dispositivo di bloccaggio che mantiene gli spigoli dei coltelli sollevati dai piani di agata, per non danneggiarli.
I pesi campione sono contenuti in una scatoletta detta pesiera. I pesi di valore superiore al grammo sono realizzati in ottone nichelato, quelli di valore inferiore sono realizzati con laminette di alluminio di forme diverse:

· 500 – 50 – 5 mg esagonali
· 200 – 20 – 2 mg quadrati
· 100 – 10 – 1 mg triangolari

In molte bilance i pesi inferiori al centigrammo sono realizzati col cavalierino di Berzelius, costituito da un filo di platino o di alluminio piegato a forcella del peso di 10 mg, che viene appoggiato in vari punti del giogo: quando si trova all’estremità di un braccio equivale a 10 mg posti sul piatto sottostante, quando è invece nelle altre posizioni corrispondenti alle tacche equidistanti segnate sul giogo allora equivale ad un peso proporzionale alla sua distanza dal fulcro dell’asta. Poiché le divisioni del giogo sono 10 per ogni braccio, il minimo valore a cui può essere equivalente il cavalierino è di 1 mg.