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Bilancia di Mohr Westphal
La bilancia di Mohr-Westphal permette la determinazione della densità relativa dei liquidi in base al principio di Archimede confrontando le spinte idrostatiche che un corpo riceve quando è immerso in acqua distillata e quando è immerso nel liquido in esame. Essa è tarata in modo da dare, per lettura diretta, la densità richiesta. E’ una speciale bilancia il cui giogo ha i bracci disuguali: il fulcro F è appoggiato su una colonna alla cui bade di trova una vite di livello V. Il braccio corto del giogo porta una massa opportuna e termina con una punta che oscilla davanti ad una scala graduata (o ad un’altra punta). Il braccio lungo è divida mediante tacche o pioli in dieci parti uguali e ala decima (che è la più lontana dal fulcro) un gancio sostiene un corpo cilindrico detto pescante. Cinque cavalierini costituiscano i pesi della bilancia: quattro di questi C1, C2, C3, C4 pesano ognuno un decimo del precedente, il quinto C’ è uguale a C1: C1 = 10 g C2 = 1 g C3 = 0,1 g C4 = 0,01 g Quando il pescante è in aria la bilancia deve essere in equilibrio e la vite di livello V serve appunto per ottenere tale condizione. La bilancia è tarata ad una certa temperatura detta temperatura di taratura, ciò significa che se si immerge il pescante in un bicchiere contenente acqua distillata alla temperatura di taratura, per effetto della spinta idrostatica che agisce sul pescante stesso, la bilancia non è più in equilibrio, ma vi ritorna ponendo sul giogo alla posizione 10 (dove è appeso il pescante) il cavalierino C’. Se il pescante è immerso in acqua a temperatura diversa da quella di taratura o in un altro liquido allora il cavalierino C’ posto sul piolo 10 non equilibra più la spinta subita dal pescante, l’equilibrio però potrà essere raggiunto usando gli altri cavalierini. Dalla posizione di questi sul giogo ai ottiene la densità del liquido: i numeri corrispondenti alle posizioni su cui si trovano i cavalierini C1, C2, C3 e C4 danno rispettivamente la prima, la seconda, la terza e la quarta cifra decimale della densità del liquido a t°C relativa all’acqua distillata alla temperatura di taratura x °C. Indicando con N il numero letto all’equilibrio: