Chiudi

Questo sito utilizza solo cookie tecnici per garantire una migliore navigazione.
Leggi qui per maggiori dettagli.

Spettroscopio di Bunsen
Fu inventato nel 1853 dal chimico Roberto Guglielmo Bunsen e dal fisico Gustavo Kirchoff entrambi professori dell’Università di Heidelberg.
Nel centro di una piattaforma sostenuta da un treppiede è fissato un prisma verticale P. All’intorno, sostenuti da bracci girevoli, vi sono tre tubi orizzontali: il collimatore A, il cannocchiale B, il micrometro C.
Il collimatore ha ad un estremo una lente convergente e all’altro estremo una stretta fenditura regolabile, parallela agli spigoli del prisma, situata nel fuoco della lente: cosicché i raggi luminosi, dati dalla sorgente in esame S, che penetrano per la fenditura F, vengono inviati paralleli sulla faccia del prisma.
Il cannocchiale serve a ricevere i raggi paralleli uscenti dalla seconda faccia del prisma, il suo obiettivo dà allora un’immagine reale dello spettro che va a formarsi sul fuoco e l’oculare ne dà un’immagine virtuale ingrandita.
Il micrometro porta in M una lastrina di vetro sulla quale è incisa una scala orizzontale in mm. Quando la scala viene illuminata mediante la lampada L, la luce proveniente dalla scala passa per l’obiettivo, si riflette sopra una faccia del prisma ed entra nel cannocchiale ove si forma la sua immagine reale al di sopra e parallelamente allo spettro, cosicché l’osservatore può fare gli opportuni confronti tra gli spettri selle varie sorgenti.