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Telescopio a riflessione di Lomonossov Herschel
Si tratta di una combinazione ottica che prende il nome dal celebre astronomo William Herschel (1738-1822) – scopritore fra l'altro, nel 1781, del pianeta Urano – che la adoperò nella realizzazione dei suoi, per l'epoca enormi, telescopi. Il telescopio herscheliano è costituito semplicemente da uno specchio parabolico (B) inclinato rispetto all'asse ottico in modo da formare l'immagine lateralmente, immagine che viene raccolta dall’oculare inclinato L in prossimità della sommità del tubo, dove si trova l'osservatore. In altri termini, quello herscheliano altro non è che un telescopio newtoniano privo dello specchietto deviatore. Prima dell'introduzione dell'argentatura, infatti, la riflettanza degli specchi realizzati in fusione di metallo era estremamente bassa (~ 60%), e ciò indusse Herschel ad eliminare ogni ulteriore superficie riflettente. Poiché lo specchio parabolico lavora fuori asse, l'immagine è affetta da aberrazioni geometriche. Tuttavia per focali relativamente lunghe (1/10 ¸ 1/20), quali quelle adoperate da Herschel, esse risultavano trascurabili e compensavano largamente il drastico abbattimento di luminosità che l'introduzione di un secondo specchio avrebbe generato.