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Meldometro di Joly_a
E’ un apparato che serve per determinare il punto di fusione delle sostanze. Una lastra B di platino (100 x 4 mm spessore 0,1 mm) è posta tra due pinzette metalliche C1 e C2La pinzetta C1 , mobile intorno ad un perno, è solidale col braccio metallico G che ha lo scopo di raddoppiare l’indicazione della dilatazione della lastrina di platino quando viene riscaldata. Questo allungamento si misura mediante una vite micrometrica di 0,5 mm di passo, la cui testa è divisa in 100 parti.
meldometro_di_joly_b
Una piccola quantità di materia da studiare viene posta nel mezzo della lastra di platino, poi si fa passare attraverso la lastra una corrente, aumentandone l’intensità lentamente mediante un opportuno reostato. Nello stesso tempo il pezzetto di sostanza viene continuamente osservato col microscopio O per giudicare in che istante avviene la fusione. Man mano che la lastra B si scalda, essa si allunga e perciò la leva G si sposta staccandosi dalla punta P. Questo provoca il movimento dell’ago mobile N nel campo visivo dell’osservatore, quindi l’osservatore gira la vite H in modo da ristabilire il contatto tra la punta e la leva. Quando ciò avviene, si chiude il circuito della elettrocalamita L e quindi l’ago mobile N ritorna nella posizione iniziale.
Nell’istante in cui avviene la fusione, si fa la lettura della scala graduata e da essa si deduce l’allungamento della lastra B e quindi la temperatura di fusione della sostanza. L’apparecchio si utilizza fino a 1400°C, a temperature superiori la lamina B subisce deformazioni permanenti.