La Biblioteca Nazionale Braidense (2)
Biblioteca Nazionale Braidense
Al momento dell’apertura al pubblico - nel 1786 - i fondi
Pertusati, Haller, Gesuitico, poi Durini ecc. davano alla biblioteca
la configurazione di raccolta ampia e ben differenziata, atta ad
approfondire gli studi in ogni disciplina, sia umanistica che
scientifica, mentre l’aggiornamento avveniva oltre che con
acquisti e doni, soprattutto grazie alla legge sul deposito
obbligatorio degli stampati da parte dei tipografi.
Durante l’Ottocento la Braidense conservò la fisionomia di
biblioteca di carattere generale e si arricchì di cospicue e
preziose raccolte (raccolta manzoniana, bodoniana ecc). Di
particolare rilevanza durante la prima metà del secolo l’apporto
del deposito obbligatorio, che fece confluire in biblioteca la
produzione libraria di tutto il regno Lombardo-veneto, territorio ai
vertici della produzione tipografica italiana.
Nel Novecento gli acquisti si sono ristretti al campo umanistico e
da allora solo l’apporto del deposito obbligatorio, circoscritto alle
tipografie della provincia di Milano, garantisce l’ingresso in
biblioteca di opere di ogni genere e disciplina.
Dal 2003 i documenti multimediali sono consultabili presso la
sede decentrata dedicata ai nuovi media : la Mediateca di Santa
Teresa in via della Moscova 28.