Il globo braidense (2)
Biblioteca Nazionale Braidense
ARASS-Brera
Inoltre, per la prima volta si tenne conto della deformazione del
geoide terrestre, realizzando quindi una sfera “schiacciata” ai
poli. Il diametro ai poli è di 1271mm, all’equatore è di 1275 mm.
Si studiò anche un metodo innovativo per il disegno della
superfice, che permettesse la massima fedeltà nel
posizionamento degli elementi cartografici.
La realizzazione, che si conclude nel 1829, è frutto del lavoro di
vari scienziati ed artigiani: sotto la direzione dell’astronomo
Francesco Carlini collaborano l’artigiano Ubaldo Villa
(realizzazione dello sferoide), il meccanico Carlo Grindel
(sostegno e meccanismi per la rotazione del globo), l’ingegner
Gaetano Bellati ed il pittore Filippo Bellati (disegno delle terre
emerse), l’incisore Stanislao Stucchi (incisioni sul circolo
dell’orizzonte), il chimico Antonio Kramer (vernice protettiva).
L’utilizzo di materiali di pregio, la cura dei dettagli, la sobria
eleganza delle scritte conferiscono a questo “strumento
scientifico” il valore di ornamento per il salone appena costruito,
che prende il nome di Sala del Globo.