Renzo Traversini
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Una delle attività svolte da ARASS-Brera sin dalla sua fondazione è consistita in progetti per la salvaguardia del patrimonio tecnico-scientifico delle scuole secondarie superiori, in particolare gli istituti storici di Milano, tra cui i Licei Parini, Beccaria, Manzoni e Berchet, ma non solo. Grazie agli interventi di ARASS-Brera numerose scuole superiori milanesi hanno riorganizzato e manutenuto la propria strumentazione storica, spesso recuperandola da una situazione di abbandono, assicurandone la conservazione e la disponibilità per ulteriori progetti di restauro, manutenzione e valorizzazione.
Negli interventi nelle scuole superiori, ARASS-Brera ha solitamente contribuito al recupero dell’intera collezione di strumenti storici presenti in ciascun istituto in cui si è trovata ad operare. Si tratta di solito di un numero elevato di pezzi, normalmente diverse centinaia, che nella loro interezza costituiscono il patrimonio storico dei gabinetti di Fisica e Scienze degli istituti. In questi progetti è stato perciò preservato non solo ciascun singolo oggetto, ma anche il valore complessivo della collezione come patrimonio storico specifico di ciascuna istituzione, che nella sua interezza testimonia la storia dell’attività didattica (e talvolta anche di ricerca) svolta in queste scuole nel corso del tempo. Nelle più recenti esperienze in questo ambito, si riconosce valore didattico ed educativo non solo alla disponibilità della collezione dopo il recupero, ma anche all’attività stessa di recupero e musealizzazione degli oggetti, in cui si cerca di coinvolgere gli studenti. [ 1 ]
Le collezioni scientifiche storiche dei Licei italiani presentano una stratificazione temporale e tipologica molto articolata, dovuta a ondate successive di acquisizioni (e dismissioni) di oggetti, legate a fasi storiche dell’organizzazione delle istituzioni educative, all’avvicendarsi degli insegnanti e all’evoluzione dei contenuti della disciplina.
I singoli dispositivi presenti nelle collezioni hanno caratteri tipologici diversi: strumenti di misura professionali, strumenti a carattere puramente didattico, dispositivi dimostrativi, kit per il montaggio di esperimenti e altro. Inoltre, i pezzi possono provenire da cataloghi di fornitori specializzati, sia in ambito didattico che professionale, ma possono anche essere esemplari montati specificatamente per un particolare docente, da fornitori esterni o da addetti dell’istituto; questi ultimi oggetti sono talvolta connessi a particolari attività di ricerca svolte dai singoli docenti. Il caso che viene presentato nel seguito è proprio di questo ultimo tipo.
Nel Liceo Parini di Milano, tra il 1820 e il 1840, la carica di docente di Fisica sperimentale è stata ricoperta da Giuseppe Belli (1791, 1860), scienziato italiano proveniente dalla scuola di Alessandro Volta a Pavia. Questi, oltre a occuparsi della collezione già presente nel Liceo, svolgeva attività di ricerca in vari campi della Fisica, tra cui l’elettrostatica. Durante la docenza presso il Liceo, Belli ha sviluppato uno strumento che è a tutt’oggi parte della collezione, il cosiddetto Duplicatore (figura 1). Si tratta di un prototipo di un certo interesse per lo sviluppo delle macchine elettrostatiche a induzione. [ 2 ]

Figura 1 – il duplicatore di Belli del Liceo Parini di Milano (foto dell’autore)
Cosa rende rilevante questo particolare dispositivo? Esaminando la storia della sua ideazione e l’evoluzione successiva delle macchine elettrostatiche a induzione, si direbbe che il progetto di Belli, di cui il dispositivo del Parini sembra il primo esemplare (o uno dei primi), anticipi lo sviluppo di generatori elettrostatici più potenti che verranno sviluppati oltre trent’anni dopo, di cui rappresenta una sorta di schema ideale e ne facilita la modellazione teorica. [ 3 ]
A testimonianza della rilevanza del progetto di Belli, riconosciuta ampiamente dalla comunità scientifica durante la seconda metà dell’800 e i primi del ‘900, l’esemplare del Parini è stato scelto per venire mostrato nella prima Esposizione Nazionale di Storia della Scienza tenutasi a Firenze nel 1929, con la dicitura «Duplicatore di Belli – 1838». Le foto del dispositivo si possono trovare nel sito del Museo Galileo (figura 2) e in quello dell’Archivio Alinari.

Figura 2 – Immagine dal sito del Museo Galileo di Firenze (https://bibdig.museogalileo.it/tecanew/opera?bid=7150&seq=7)
La struttura e il funzionamento del duplicatore sono descritti da Belli in una pubblicazione del 1838, il terzo volume del suo manuale di Fisica, in cui Belli pubblica anche un disegno schematico del dispositivo. Il duplicatore viene presentato come uno strumento atto a permettere il rilevamento di cariche elettriche deboli. Così Belli descrive lo scopo del suo progetto:
“In (…) casi di tensione estremamente piccola o di assai piccola capacità si può (…) far uso, e molto più comodamente, del Duplicatore. E’ questa una macchinetta, mediante la quale una piccolissima carica data dapprincipio a uno de’ pezzi viene con un opportuno movimento gradatamente ingrandita e ridotta sensibilissima agli elettrometri. Venne esso inventato da Bennet e perfezionato da Nicholson e da altri (…). Io darò qui la descrizione di un Duplicatore fatto in una maniera alquanto diversa da quelli finora conosciuti, il quale mi pare più efficace ne’ suoi effetti, e serve a rischiarare la descrizione della Macchina ad attuazione di cui si parlerà in fine del presente Capitolo.”
(Belli G., Corso elementare di fisica sperimentale, Vol III, Parte 2a, Milano, 1838, p. 394)
Il dispositivo del Parini è simile al progetto di duplicatore pubblicato da Belli nel 1838 (Figura 3), ma mostra anche delle differenze che possono generare dubbi sul fatto che questa macchina sia il primo dispositivo effettivamente realizzato, oppure inducono a pensare che si tratti del prototipo sottoposto poi a modifiche, forse dettate da ragioni pratiche.
Nella descrizione del dispositivo, Belli fornisce una precisa attribuzione delle dimensioni delle singole parti. Misurando l’esemplare del Parini e confrontandolo con le dimensioni del progetto, si rileva una generale corrispondenza, salvo che le dimensioni degli indotti (ossia i conduttori circolari ancorati all’asta rotante del dispositivo, come da figura) non coincidono con quelle dichiarate da Belli nella sua pubblicazione. Inoltre, l’esemplare in collezione presenta un ingranaggio per la rotazione non indicato nel progetto. Infine, il filo conduttore tus del progetto viene sostituito nel dispositivo da una lamina metallica; stessa nota circa i contatti e ed s nelle armature.

Figura 3 – Disegno del duplicatore di Belli, da Belli G., Corso elementare di fisica sperimentale, Vol III, Parte 2a, Milano, 1838, Tavola III, fig. 131
A parte queste discrepanze, che appaiono comunque secondarie rispetto alla struttura e al funzionamento del dispositivo, restano aperte alcune altre questioni di maggiore interesse:
- chi ha costruito lo strumento? L’ipotesi è che, a giudicare dalla conformazione di alcune parti, esso sia stato fabbricato da Carlo Dell’Acqua, che nel periodo in esame svolgeva la funzione di meccanico per il Liceo S. Alessandro (poi Liceo Classico Beccaria) ed aveva già fornito vari strumenti al Liceo di Porta Nuova (poi Liceo Classico Parini).
- come veniva utilizzato da Belli nella didattica? Probabilmente era uno degli strumenti impiegati nelle dimostrazioni del suo corso di Fisica sperimentale; nel corso erano previste numerose attività dimostrative a copertura di tutti gli argomenti trattati e il duplicatore era uno degli strumenti descritti nel manuale didattico prodotto da Belli. Tuttavia, non si sono ancora trovate tracce esplicite di questo impiego consultando i manoscritti di Belli inerenti la sua attività al Liceo.
- vi è stato effettivamente da parte di Belli un impiego del duplicatore nelle attività di ricerca? E’ probabile, ma ancora una volta dai manoscritti non sono ancora emerse indicazioni chiare in merito.
Lo studio di questo esemplare prosegue, in particolare cercando di approfondire eventuali tracce presenti nei manoscritti di Belli disponibili presso la Biblioteca Universitaria di Pavia.
Note e Riferimenti
- Sulle collezioni scolastiche nei licei italiani, la loro storia, il loro valore storico-culturale e le opportunità che offrono allo sviluppo della didattica vedi:
Morisetti, I., Servida, E. & Ronzon, L. (2024) Da gabinetti scientifici a musei scolastici: il patrimonio dei licei scientifici per co-costruire nuove competenze e relazioni. Scientia. Rivista della Società Italiana di Storia della Scienza, pp. 151 – 184, doi:10.61010/2974-9433-202401-015
- Per una descrizione dettagliata del duplicatore del Liceo Parini, vedi il testo e i riferimenti bibliografici in:
Traversini, R. (2025). Il Duplicatore di Belli del Liceo Classico Parini di Milano. Quaderni Del Liceo Parini, (2). Recuperato da https://mimesisjournals.com/ojs/index.php/quaderni-liceo-parini/article/view/5615 . Sito consultato il 10 gennaio 2026
- Per la relazione tra progetti di Belli e sviluppo dei generatori elettrostatici a induzione, vedi il testo e i riferimenti bibliografici in:
Traversini R. (2025). The Belli’s Multiplier and its relevance in the development of electrical induction machines. Intervento nel 111° Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica, Palermo. Recuperato da https://2025.congresso.sif.it/talk/440 . Sito consultato il 10 gennaio 2026
