I Globi (1)
Biblioteca Nazionale Braidense
Tavola dall’Encyclopedie di Diderot
e D’Alembert
L’uomo ha da sempre nutrito l’aspirazione di rappresentare il
cielo e la terra. Visto che il cielo era molto più facile da osservare
della Terra, nell’antichità la cosmografia si sviluppò prima della
cartografia e sicuramente nel periodo greco-romano furono
realizzati globi celesti su cui erano rappresentate le costellazioni.
La produzione europea dei globi si intensificò a partire dal
Rinascimento, in concomitanza con le grandi scoperte
geografiche e il conseguente sviluppo degli studi cosmografici e
cartografici, che resero possibile una rappresentazione del cielo
e della terra scientificamente più corretta.
A partire dalla seconda metà del ‘400 si utilizzavano coppie di
globi, uno terrestre e uno celeste come strumenti matematici,
assai preziosi per i cartografi come per i navigatori ed utilissimi
per studiare e programmare nuove esplorazioni.
Spesso avevano anche una funzione ornamentale, per la sempre
maggior raffinatezza delle tecniche di costruzione e le ricche
decorazioni ed indicavano il prestigio del proprietario.
Tra i più noti costruttori di globi possiamo qui ricordare gli italiani
Vincenzo Coronelli e Amanzio Moroncelli, l’olandese Willem
Blaeu e il francese Robert de Vaugondy.