Una lente sferica divergente è un mezzo trasparente limitato da due superfici levigate di cui almeno una sferica (potendo l’altra essere anche piana) e di spessore minore al centro che ai bordi.
Se lo spessore della lente è trascurabile rispetto al diametro delle superfici sferiche che la delimitano le lenti prendono il nome di “lenti sottili”.
A. Lente biconcava: se i raggi di curvatura sono uguali in valore assoluto allora la lente si dice “equiconcava”.
B. Lente piano concava
C. Menisco divergente

I raggi paralleli all’asse principale attraversando la lente divergono mentre i prolungamenti di detti raggi si incontrano in un punto F dell’asse detto “fuoco virtuale”.
Una lente divergente possiede due fuochi virtuali situati sull’asse ottico e, se la lente è sottile, simmetrici rispetto al centro ottico.
IMMAGINI FORMATE DA UNA LENTE DIVERGENTE

Le lenti convergenti producono immagini virtuali diritte e rimpicciolite.
PUNTI CONIUGATI
Ad ogni sorgente puntiforme A di raggi luminosi posta sull’asse ottico corrisponde un unico punto B, anch’esso sull’asse ottico, detto punto coniugato di A. Fra i due punti coniugati sussiste la relazione:

f è preceduta dal segno meno perché il fuoco è virtuale e dalla stessa parte dell’oggetto rispetto alla lente. In questa formula è sempre q < 0 perché l’immagine è in ogni caso virtuale.
